‘Una certa familiarità…’
Il progetto parte da una riflessione sulle somiglianze e le differenze fisionomiche colte attraverso l’espressività dei volti. I soggetti sono tutti fratelli ritratti nel contesto domestico. La loro somiglianza non è data dalla posa o dal solo confronto estetico dei lineamenti, ma dall’associazione delle loro posture e delle loro espressioni, simili perché familiari, cioè determinate dal vissuto, dal quotidiano, dal linguaggio, dai modi di dire e di parlare che associati ad una gestualità ricorrente, scrivono sui volti un lessico proprio ad ogni famiglia.
Ne derivano tanti “ritratti di famiglia” decostruiti in primo luogo dall’uso del frammento, ma anche dalla non casuale assenza dei genitori: la loro presenza avrebbe comportato la ricerca dei lineamenti originari (le cause), mentre il centro d’interesse è la ricerca di un denominatore comune tra i figli (gli effetti) in quanto esempi delle infinite combinazioni possibili tra due individui. I nuclei familiari sono stati scelti in base al numero e all’età giungendo in una fase finale ad un confronto paradossale: da una parte i ritratti di due fratelli gemelli identici, dall’altra i ritratti di due sorelle con un solo genitore in comune in cui è comunque possibile intravvedere un legame, rimarcando il fatto che la familiarità è presente anche in casi di estrema diversità dei lineamenti.
La dimensione della ricerca selettiva, attraverso il mezzo fotografico, ha caratterizzato tutte le fasi del lavoro. Ogni scatto corrisponde al momento in cui viene intravista “una certa familiarità” tra i componenti di una famiglia incontrata per la prima volta. Ogni scatto cerca di cogliere un’espressione precisa, evitando accuratamente il flusso di scatti.
Questo stesso tipo di riconoscimento avviene anche nella fase di sintesi e composizione delle sequenze di frammenti che, in quanto tali non sono riconducibili ad uno schema costante, la forma della sequenza si adatta ai soggetti e al contesto che li circonda.
Il punto d’arrivo è la costruzione di un racconto in cui si intuiscano i rapporti tra i protagonisti e si possa in qualche modo essere partecipi della loro atmosfera familiare, riscoprendo al contempo una certa bellezza data dalla familiarità di espressioni spontanee.
Voglio ringraziare tutte le famiglie che mi hanno permesso di realizzare il progetto e Serena Luce per il forte supporto lungo tutta la ricerca fotografica.
Il progetto ‘Una certa familiarità’ vince il primo premio nazionale di fotografia Carmelo Folchetti 2011, nonché una borsa di studio al corso di fotografia biennale presso la CFP Bauer Afol di Milano.







